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Territorio

Il territorio della Marsica è posto al centro del "Sistema dei Parchi e delle Riserve"e costituisce la parte più selvaggia dell'Abruzzo. E' un vasto altopiano che si estende nella parte centrale di quello che un tempo era il Lago Fucino, terzo d'Italia per estensione, prosciugato sul finire del XIX secolo per opera di Alessandro Torlonia.territorio1
La presenza di peculiarità naturalistiche di notevole interesse rende unico l'intero territorio e costituisce fonte di richiamo per studiosi e turisti. Vari e lussureggianti sono infatti i panorami che si alternano alla vista del visitatore, da ambienti umidi a fitti boschi, fino a creste aeree, con la presenza di numerose grotte: dalle cavità carsiche di notevole bellezza ed interesse naturalistico della Grotta di Verrecchie o di Petrella, meglio conosciuta come grotta di Beatrice Cenci, nei pressi di Cappadocia, al canyon naturale scavato dal torrente Foce delle Gole di Aielli-Celano spettacolare testimonianza delle profonde incisioni provocate nel corso dei secoli dall'azione delle acque di scorrimento, con pareti che raggiungono le centinaia di metri d'altezza. Il Monte Salviano, oggi Riserva Naturale, costituisce il collegamento attraverso la corona di monti che circonda il Fucino da un lato con il Parco Nazionale d'Abruzzo e dall'altro con il Parco Regionale del Sirente Velino.A tutto ciò si aggiungono peculiarità archeologiche, artistiche e monumentali testimonianza di una storia antica e gloriosa, dalla colonia romana di Alba Fucens al sito archeologico italico delle Paludi di Celano, alla chiesa romanica di S.Maria in Valle Polclaneta a Rosciolo. Nei pressi di Scurcola Marsicana si è poi combattuta una delle battaglie più importanti della storia d'Italia, quella che è conosciuta come battaglia di Tagliacozzo ricordata da Dante nella sua Divina Commedia, che ha deciso le sorti della guerra tra Svevi e Angioini. Sterritorio2ono presenti notevoli corsi d'acqua come il fiume Liri, il Giovenco, il Sangro, l'Imele, e un considerevole numero di torrenti e ruscelli di montagna. Degna di rilievo, con il suo salto di oltre 80 metri, è la cascata di Zompo lo Schioppo nel comune di Morino. Il territorio presenta una morfologia articolata e varia; spiccano le vette di numerose cime che superano i 2000 m.s.l.m., come il Monte Velino (2486m.s.l.m.), il Monte Cafornia (2424m.s.l.m.), il Monte Sirente (2348m.s.l.m.), il Monte Marsicano (2245m.s.l.m.). Le montagne hanno un aspetto aspro, rupestre, e nelle zone più elevate alcune di esse presentano evidenti modellamenti glaciali. La struttura geologica prevalente del territorio è quella calcarea, con vastissimi fenomeni carsici. Le precipitazioni in quota, per effetto della permeabilità data dalle fratture rocciose, si immettono in percorsi sotterranei per riapparire a valle anche dopo lunghi tragitti. Sono presenti anche molte grotte a volte molto profonde, per esempio quelle di Beatrice Cenci e la Grotta Grande dei Cervi. La suddivisione del territorio in zone, iniziata negli anni Ottanta, tende a conciliare le esigenze di conservazione dell'ambiente e di antiche tradizioni, frutto dell'interazione tra l'uomo (che abita nella zona da ca. 40.000 anni) e la natura, con quelle dettate dallo sviluppo socio-economico del territorio. Di estremo interesse sono i segni di una civiltà silvo-pastorale basata sulla transumanza delle pecore dagli altopiani della Marsica alla Puglia.


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